
Avete presente quei vecchi ubriaconi che a volte si incontrano in giro per le bettole? Quelli sdentati, vestiti di stracci, con lo sguardo fisso nel vuoto? Normalmente tendi ad evitarli, sedendoti a debita distanza e gettando un'occhiata di tanto in tanto per assicurarti che non vengano ad importunarti, magari per chiederti una sigaretta o degli spiccioli. In un angolo nascosto della tua mente, però, ti chiedi: ma se mi mettessi a parlare con loro, cosa mi racconterebbero? Storie di alcol, di droga, di puttane, di bassifondi, a volte tristi, a volte da farti pisciare addosso dal ridere... Beh, fate finta di iniziare a parlare con uno di questi tipi: scoprite che scrive poesie e romanzi ascoltando musica classica, che per mantenersi fa un lavoro di merda alle Poste (non le poste italiane, ovviamente, ma le efficientissime e irreprensibili poste americane degli anni '50), che è in contatto quotidiano con uno stuolo di personaggi troppo assurdi perfino per la fantasia, che ha avuto donne di ogni tipo... Magari sono tutte storie inventate (anche se la loro verità è tradita dal luccichio negli occhi di chi le racconta), ma non importa: mentre lo state a sentire, il tempo vola senza che ve ne accorgiate, e vorreste continuare ad ascoltarlo fino all'ultimo aneddoto che si ricorda (o che è in grado di inventare). Tutto questo è Post Office di Charles Bukowski: a molti può sembrare solo un'accozzaglia di sconcezze, ma per me è uno dei libri più sinceri e genuini della letteratura moderna. Il bello è che Bukowski non vuole apertamente provocare il lettore con storie oscene, non ha intenti rivoluzionari: si limita a raccontare quello che gli succede ogni giorno nella sua vita. Al lettore sta decidere se valga la pena ascoltarlo o no... per il sottoscritto, ne vale eccome...
edito by Ufone
1 commento:
possiedo gelosamente una copìa di post office in lingwa originale comprata alla fiera della lince pardina di CastelGiancarlo in Val di Brollo.....autografata niente popò (parolaccia) di meno (fiume) che da.....enrico beruschi...
pensandoci...un c'incastra una sega....
però forza henri chinaski!!!!
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